Corrado Passera, fama di ristrutturatore, banchiere e manager è entrato nella squadra tutta tecnica del presidente del consiglio Mario Monti come Ministro dello sviluppo. E dove si è laureato Corrado Passera? Domanda banale: alla Bocconi di Milano, quella di cui Monti è stato Rettore e Presidente. Insomma Passera è anche lui un qualificato membro della casta dei sacerdoti che guidano la finanza globale. (en passant proprio è stato recentemente sospeso dall’insegnamento alla Bocconi Alberto Micalizzi, un professore con l’hobby dei fondi speculativi alle isole Cayman, indagato per una presunta truffa di oltre 400 milioni di euro). Ma qual è il track record dell’acclamato manager, capace di incredibili turnaround (parola inglese per dire ristrutturazioni) e che dovrebbe quindi far fare un turnaround anche alla nostra bellissima nazione? Due gli episodi più significativi della sua carriera: Poste Italiane (dal 1998 al 2002) e Banca Intesa (dal 2002 ad oggi). Poste Italiane era un carrozzone da prima repubblica, trasformata in una efficiente ed efficace realtà aziendale italiana, leader non solo nel recapito della posta ma soprattutto nella finanza e nell’attivtà bancaria. Questo la vulgata comune. E’ proprio così? Sul profilo Wikipedia di Passera leggiamo: “Nel febbraio 1998 il ministero del Tesoro (Governo Prodi I) nomina Corrado Passera amministratore delegato della neo-formata Poste Italiane SpA. Il piano industriale di Corrado Passera dal 1998 al 2002 realizzò un taglio del personale di 22.000 unità. D’altra parte, a detta di alcuni esponenti sindacali, si è verificata una precarizzazione dei contratti dei neoassunti, casi di dimissioni per mobbing diffuso e per il super-carico di lavoro, a causa di un eccesso di tagli al personale spinto che avrebbe fatto mancare anche quote di forza lavoro necessarie. Dal punto di vista dell’azienda, il Fondo Solidarietà ha rappresentato nel lungo termine un risparmio sul costo del lavoro, oltre ad abbassare l’età media del personale. Per 10 anni una quota statale e una trattenuta in busta paga ai neoassunti hanno finanziato gli ultimi due anni di contributi mancanti per il prepensionamento di migliaia di dipendenti. L’operazione, a costo zero per l’impresa, ha sostituito queste uscite con personale sotto i 24 anni con contratti triennali di apprendistato.” Insomma il carrozzone Poste (che era effettivamente tale) è stato reso meno carrozzone grazie ad una politica di tagli feroci e di precarizzazione del rapporto di lavoro, una volta visto quando le Poste addirittura avevano un loro Ministero come un lavoro sicuro, agiato e a vita (in molti casi trasmissibile agli eredi). A Passera si deve anche la trasformazione di Poste italiane in banca. Ma quali prodotti Poste Italiane ha lanciato nel mercato dei servizi finanziari e di investimento (Poste Italiane infatti non eroga prestiti alla clientela retail come una comune banca commerciale)? Leggiamo quando recentemente, e dopo anni di polemiche, dice un’associazione di consumatori l’Adoc. “In conclusione la trasformazione delle poste in un istituto di credito non ha portato nessun valore aggiunto alla tutela del risparmiatore italiano, infatti le poste non hanno fatto altro che uniformarsi all’offerta di prodotti di investimento già esistenti sul mercato con il limite di avere un personale non qualificato e il vantaggio (per loro) di avere a portata di mano una clientela costituita da una nutrita schiera di pensionati che almeno una volta al mese passano dagli sportelli postali e possono essere oggetto di offerte commerciali. Il vantaggio competitivo individuato da Passera (e sfruttato anche dal suo successore Sarmi) è di avere nell’estesa rete di sportelli postali le visite continue di tanti vecchietti cui proporre prodotti di risparmio dai nomi esotici e dai rendimenti ancor più esotici (qualche esempio: Postafuturo Argento, Postafuturo Extra, Postafuturo Certo 2011, Postapresente cedola, programma garantito Titanium). Andiamo adesso all’esperienza di 9 anni fino ad oggi con Banca Intesa, Anche qui razionalizzazione, ricerca di efficienza, banca moderna e con immagine suadente. Ma dopo un aumento di capitale ed una quotazione di Borsa che viaggia ai minimi storici 8complice va detto anche la tempesta perfetta che si sta accanendo sulla finanza mondiale e sull’Italia) la realtà alla fine non è proprio così rosea. In pratica anche in Banca Intesa Passera ha fatto quello che aveva fatto alle Poste italiane: nel mirino i costi del lavoro e spinta commerciale a piazzare prodotti della Banca che assicurino reddito alla banca. Un esempio? Nel 2006 una riunione dei lavoratori di banca Intesta a Varese finisce così «I bancari, specialmente quelli a contatto con i clienti, lavorano su indicazioni dell’azienda, soprattutto per il conseguimento dei budget di filiale: un tot di conti correnti, un tot di mutui eccetera – spiega Filippo Pinzone rappresentante della Fabi in BancaIntesa – Gli impiegati sono incentivati a raggiungere i budget fissati, che variano periodicamente, e che integrano lo stipendio, con erogazioni in forme variabili». La banca, con il sistema dei budget, segnala ai bancari quale prodotto spingere: di questi tempi, risulta sottoposta a budget la NON chiusura di conti, per esempio. Ma è stato così anche per i mutui, per certi prodotti finanziari, per l’assegnazione di carte di credito. Il raggiungimento del budget, cioè del numero di prodotti venduti o del capitale raccolto, viene poi remunerato con un premio annuo. «Innanzitutto, questi vantaggi economici non sono poi così eclatanti come si crede – Precisa però Pinzone – In compenso i colleghi sono sottoposti a pressioni alla vendita di prodotti e servizi davvero eccessive». Ed ora c’è l’Italia, di cui Passera è tra i ministri più importanti e con il compito più delicato: ristrutturarla. Oltre ai dipendenti pubblici da rimettere a posto ( che forse rimpiangeranno Brunetta) c’è il fondato motivo di pensare che quando entreremo in un’ospedale, in una caserma, in un tribunale oltre a ricevere un certificato,a presentare una causa, a ricever un’informazione o una cura sanitaria i dipendenti della pubblica amministrazione proveranno anche a venderci un’obbligazione dello Stato italiano, un Bot magari strutturato con cedola ancorata al derivato sul prezzo della pizza napoletana a Miami. E così, insieme a Corrado Passera risaneremo e ristruttureremo, dopo Poste Italiane e Banca Intesa, anche lo Stato italiano.
di Pietro Colagiovanni